Urban_Cosmographies

Ricerche sull'innovazione urbana

Palermo Cosmopolita. Indagine sul futuro della città

 

- Riconversioni del patrimonio di archeologia industriale

- Progetti di riuso del patrimonio monumentale

- Alberghi e bar a design internazionale

- Spazi pubblici

- Centri culturali multifunzionali

 

urban cosmographies

Riconversioni del patrimonio di archeologia industriale

Cantieri culturali alla Zisa

Anno di apertura: 1997

Categoria: Riconversioni del patrimonio di archeologia industriale

Descrizione

I Cantieri Culturali si trovano nel Quartiere Zisa, racchiusi tra via Perpignano, via Polito e l’area in cui sorge il castello della Zisa. All’inizio del XIX secolo i Cantieri hanno ospitato le più disparate produzioni industriali. Già attive come fabbrica di mobili Golia all’Esposizione Nazionale di Palermo del 1891, le officine acquistarono rilievo quando ne assunse la direzione Vittorio Ducrot, vulcanico ingegnere francese dalle travagliate esperienze politiche che ne diventò unico proprietario nel 1902, dopo aver iniziato a collaborare con Basile nel 1889. Durante la prima guerra mondiale, vi si assemblavano gli idrovolanti e i cacciabombardieri per le flotte d’Italia, Francia e Inghilterra, stessa sorte che toccò alla fabbrica nel ’43, quando fu riconvertita in industria bellica. Le Officine Ducrot, oggi sono i Cantieri culturali alla Zisa. Strappati all’abbandono per essere trasformati in un luogo della ricerca e della sperimentazione in campo artistico e culturale, un emblema della rinascita della città..

Le ex Officine Ducrot si trovano all'interno di un'area di 55.000 mq, alle spalle del Castello della Zisa. Contengono una quarantina di capannoni, alcuni di grande bellezza, tutti, comunque, esempi interessantissimi di archeologia industriale, con una naturale vocazione a diventare una straordinaria cittadella della cultura. Qui furono realizzati i mobili liberty tra i piu' belli d'Europa, disegnati da Ernesto Basile, da quelli per Villa Igea agli arredi di Montecitorio e delle grandi navi da crociera dei Florio.

Grazie all’intervento del Comune, tramite un congruo finanziamento, i Cantieri sono stati rilanciati e oggi, sono stati recuperati 12 capannoni: spazi adibiti a teatro, danza, mostre, concerti, convegni; una palazzina e' sede del Centre Culturel Francais de Palerme et de Sicile e del Goethe Institut; un'altra della biblioteca dell'Istituto Gramsci Siciliano

Attività principali

In questi anni, i Cantieri culturali alla Zisa, conosciuti e apprezzati anche in Europa, sono diventati un importante punto di riferimento culturale, ospitando l’attività di realtà cittadine emergenti e migliaia di eventi, mostre, spettacoli, concerti, spesso di livello internazionale. Fra gli artisti e le personalità che li hanno attraversati: Ilya Kabakov, Langland’s & Bell, Richard Long, Jan Fabre, Henri Cartier- Bresson, i fotografi della prestigiosa Magnum, Josef Koudelka, Pina Bausch, Tina Modotti, Ferdinando Scianna, Gianni Berengo Gardin, Ernesto Bazan, Enzo Sellerio, Thierry Salmon, Bob Wilson, Philip Glass, Tom Stoppard, Massimo De Francovich, Giorgio Barberio Corsetti, Virgilio Sieni, Steve Lacy, Terry Riley, Carlo Cecchi, Lev Dodin, Piera degli Esposti, Marco Baliani, Letizia Battaglia, Shobha, Nicola Scafidi, Michele Perriera, Carmen Consoli, Roberta Torre.

In generale, varie esperienze di riconversione di spazi industriali.

Ex Deposito Locomotive Sant'Erasmo

Anno di apertura: 2004

Categoria: Riconversioni del patrimonio di archeologia industriale

Descrizione

L’ex Deposito Locomotive si trova in Via Messina Marine tra Villa Giulia e il ponte di Mare, in una delle zone più degradate della costa cittadina. La struttura, che risale alla fine dell’Ottocento, è sopravvissuta alla stazione di S. Erasmo demolita intorno al 1950 ed è oggi uno degli esempi di archeologia industriale già recuperati e funzionanti a Palermo. Lo spazio non è aperto al pubblico con continuità ma è adibito a contenitore di eventi culturali ed utilizzato come spazio polifunzionale. E’ costituito da un edificio principale di 48m x 30m, da uno più piccolo adibito a servizi e da uno spazio esterno destinato ad ospitare eventi estivi, proiezioni di film e conferenze. In più la struttura è fornita di bar che entrano in funzione in occasione dei vari eventi. Il padiglione principale, che ha subito negli anni varie trasformazioni e restauri, è costituito da un serie di pilastri e capitelli campeggiati da un elegante trama di capriate in acciaio, riferimento alla tradizione costruttiva locale sono anche i lastroni di marmo Billiemi (utilizzati per la pavimentazione della zona esterna), le strutture in ferro e le colonne in ghisa.

Attività principali

Eventi e rassegne cinematografiche, mostre di fotografie e proiezioni di video.

Riferimenti non contestuali

In generale, varie esperienze di riconversione di spazi industriali.

Progetti di riuso del patrimonio monumentale

Santa Maria dello Spasimo

Anno di apertura: 1995

Categoria: Progetti di riuso del patrimonio monumentale

Descrizione

La chiesa di Santa Maria dello Spasimo è sita nel quartiere storico della Kalsa. Il complesso originario, risalente agli inizi del cinquecento non fu mai completato e venne adibito nei secoli a varie funzioni: primo “spazio teatrale” della città di Palermo (dal 1582), "lazzaretto" per gli appestati (intorno al 1620), poi magazzino per la conservazione di grano e cereali e di nuovo ospedale con ulteriori modifiche all’aspetto originario (dal 1855). Infine a causa dell'alluvione del 1931 e dei terremoti del 1940 e del 1968, la struttura venne irrimediabilmente danneggiata e solamente nel 1988 iniziarono primi lavori di recupero e restauro. La chiesa, oggi adibita a spazio culturale, ha un grande valore simbolico per i Palermitani per essere stato il primo dei monumenti sottratti allo stato di abbandono grazie ad un piano di riqualificazione lanciato all'inizio degli anni '90. Nel 1995 sono stati recuperati ed aperti al pubblico l'ex sanatorio e le rovine della chiesa di stile gotico-catalano con influenze arabe, caratterizzate da una navata centrale a cielo aperto. Una scalinata conduce al bastione cinquecentesco sul quale si trova un giardino alberato.

Attività principali

La chiesa ospita eventi culturali di vario genere. Dal 1997 ospita il Brass Group, la Scuola Europea d’Orchestra jazz e la Scuola Popolare di Musica.

Riferimenti non contestuali


Il Teatro Nuovo Montevergini

Anno di apertura: 2005

Categoria: Progetti di riuso del patrimonio monumentale

Descrizione

Il Teatro Nuovo Montevergini è sito all’interno della seicentesca chiesa barocca di Santa Maria di Montevergini, sita nell’omonima piazza, nel cuore del complesso conventuale quattrocentesco. La chiesa, edificata nel 1687, oggetto di un recupero conservativo, è costituita da un’unica navata, alta e luminosa, preceduta da un vestibolo colonnato, le cui vele, così come il soffitto, mantengono gli affreschi di Guglielmo Borremans raffiguranti le Allegorie della Virtù.

All’interno dell’unica navata è stata realizzata una grande “scatola” con una platea per 150 posti e palcoscenico “all’italiana”, ideale per il teatro da camera. L’area del palcoscenico è definita da un ring, composto da tralicci in acciaio reticolare e “americane” della stessa tipologia, così come l’area della platea, e tutta la struttura è chiusa su quattro lati da un sistema continuo di vele verticali in tessuto – sospese e disposte sopra la platea e agganciate alle “americane” del ring – che costruiscono la “scatola teatrale”.

Grazie a un allestimento fondato sul principio del rispetto del complesso architettonico e sulla compatibilità del nuovo uso teatrale e culturale, gli elementi aggiunti sono stati pensati secondo criteri di reversibilità e removibilità, tutti modulari, di facile montaggio ed assemblaggio.

Contiguo alla chiesa-teatro, è stato allestito un atelier, raggiungibile da un ingresso indipendente, con una sala attrezzata per mostre e recital ed uno spazio esterno semicoperto. Lo spazio è provvisto di sedie e tavolini e funziona anche da bar. Ha anche un centro di residenza artistica all’interno del ex convento con dodici posti letto e due sale prove. Il progetto è dell'architetto Giuseppe Marsala.

Attività principali

Il teatro ospita rassegne teatrali e funge anche da centro di produzione di nuove realtà emergenti. Ospita soprattutto gruppi e giovani artisti siciliani. Per la sua struttura multifunzionale periodicamente si svolgono vari tipi di performance (concerti, video ecc.) nel suo Atelier.

Riferimenti non contestuali

Cartoucherie di Parigi

Palazzo Bonagia

Anno di apertura: 2004

Categoria: Progetti di riuso del patrimonio monumentale

Descrizione

Sito in via Alloro, Palazzo Castel di Mirto Bonaria, appartenuto agli Stella e ai Valguarnera, duchi di Castel di Mirto e baroni di Bonagia, è fra le testimonianze più significative dell’architettura siciliana del XVIII secolo. Nel 1750 Nicolò Palma ne rinnovò il prospetto, mentre il progetto dell'atrio, con un originale scalone in marmo rosso di Castellammare, protetto da un'elegante trifora con un grande arco centrale sorretto da colonne, avvenne otto anni dopo, ad opera di Andrea Gigante. L'arco era sormontato da una balaustra e tutto l'atrio fu decorato con stucchi in stile rococò. Dopo i gravi danni subiti per i bombardamenti del '43, Palazzo Bonagia era rimasto pressoché inutilizzato, poi, all'inizio degli anni Ottanta, un nuovo crollo rese le strutture del palazzo definitivamente inagibili. Dell'originaria struttura oggi rimangono l'atrio, la scalinata e un'ala dell'immobile. L’intervento per rendere fruibile l’atrio di Palazzo Bonagia ha interessato una superficie complessiva di 650 metri quadrati. Di particolare rilievo sono state le opere conservative realizzate nella scalinata: le parti marmoree sono state puntellate con piccoli telai d’acciaio e neoprene, che hanno preso il posto dei tubi d’acciaio installati in passato. La platea, il palcoscenico e i corridoi per l’accesso al cortile e alla zona dei servizi sono stati realizzati posizionando speciali pedane in legno rialzate rispetto al terreno, sorrette da un’intelaiatura in metallo zincato e rivestite con materiale ignifugo. Sono stati installati, inoltre, 75 nuovi punti luce che di sera creano un gioco di colori e messe in evidenza. In occasione dell'organizzazione di eventi, si aprono spazi-bar temporanei arredati con tavoli e sedute di design.

Attività principali

Eventi, concerti e spettacoli teatrali.

Riferimenti non contestuali


Alberghi e bar a design internazionale

Coso Cafe

Anno di apertura: 2006

Categoria: Alberghi e bar a design internazionale

Descrizione

Il Coso Cafe è un caffè-bar situato in Piazza Sant’Onofrio nei pressi di via Maqueda, al piano terra di un edificio ottocentesco. Fino a pochi anni fa senza illuminazione, luogo di spaccio e poco trafficata, l’intera piazza, è attualmente interessata da ristrutturazioni di vari immobili.

Nella prima versione il design del locale era caratterizzato da un allestimento minimale che ricalcava lo stile degli allestimenti temporanei. I materiali utilizzati e i riferimenti stilistici più espliciti erano quelli propri dell'arredo di tipo industriale.

Nel complesso, lo spazio era lasciato come da rilievo, dipinto in grigio senza realizzare alcuna opera muraria. Gli elementi che servivono per il funzionamento del bar erano realizzati come se fossero dei macchinari assemblati e preparati in officina, in un processo di costruzione portato alle estreme conseguenze.

La seconda versione del locale avviene nel 2008 quando il Coso Cafè viene ristrutturato e caratterizzato dalla scelta di un rosso “caldo” e di un tipo di decorazione opposto al concetto minimalista e alla dominante bianco-grigio che aveva ispirato i progettisti. Nel 2009 avviene la terza trasformazione con un radicale restyling che, pur non modificando l'architettura del locale, ne stravolge il design in chiave mediterranea e arabeggiante.

Attività principali

Oltre alla somministrazione di bevande e di alcolici. Il coso cafe ospita piccoli eventi culturali: concerti, mostre, minishow. Le attività culturali di svolgono di norma all’esterno mentre la particolare concezione delle sedute all’interno del locale produce interessanti interazioni tra lo spazio stesso ed i suoi fruitori. La disposizione delle panche e della gradinata, l’elemento cardine del locale, è pensata in maniera tale da non creare un limite fra un gruppo di clienti e un altro, per cui, si può condividere la panca ma non necessariamente il tavolo o trovarsi fra un gruppo di estranei che occupano la scalinata.

Riferimenti non contestuali

Il design nella prima versione del coso cafe rimanda a spazi simili in altre città europee tra cui Barcellona e Londra. Un riferimento esplicito può essere individuato nei Bar temporanei a Berlino. Le lampade utilizzate sono dei tubi ad incandescenza assemblati in configurazioni diverse, che diventano lampade a parete, da terra e a sospensione, e rappresentano un riferimento esplicito all’opera di Dan Flavin (1 aprile, 1933 – 29 novembre, 1996), un artista minimalista americano autore di installazioni ("icons") realizzate con comuni lampade al neon da parete.

Kursaal Kalhesa

Anno di apertura: 2001

Categoria: Alberghi e bar a design internazionale

Descrizione

Il Kursaal Kalhesa è uno spazio polifunzionale, al suo interno si trovano servizi e proposte culturali di vario genere tra cui una libreria, un ristorante, un wine-bar, un’agenzia di viaggi e un internet-point. Il locale si trova all’interno delle mura cinquecentesche della città, l’ingresso è situato di fronte al mare, e alle sue spalle si trova la Piazza Kalsa dal quale prende la propria denominazione il quartiere di fondazione araba. Caratteristico è il grande giardino interno, uno dei più ampi rimasti in una dimora privata della città. La sistemazione interna degli spazi segue l’idea della riscoperta dei grandi volumi della struttura cinquecentesca; al centro del locale si trova uno spazio vuoto caratterizzato da uno scalone che porta al giardino interno che si trova ad un livello superiore, cosa che aumenta l’effetto sorpresa dato dal passare da un grande spazio chiuso al livello del mare ad uno aperto con grandi alberi che, invece, si trova praticamente allo stesso livello delle volte degli ambienti dai quali si proviene. Gli arredi in stile “barocchetto siciliano”( citazione tipica degli anni ’50 del secolo scorso del Settecento siciliano), sono autonomi, facilmente smontabili e riposizionabili.

Attività principali

Oltre ai concerti di musica classica, il Kursaal Kalhesa propone rassegne di musica jazz e presentazioni di libri, pubbliche letture, giochi educativi e intrattenimento per bambini.

Riferimenti non contestuali

Alcuni dei componenti dell’arredamento (in particolare il bancone semicircolare del bar) sono ispirati alla pittura statunitense della prima metà del secolo scorso. Per quanto concerne il rapporto fra polifunzionalità e sistemazione degli spazi, riferimenti ad esperienze di Berlino (as es. la Kulturbrauerei).

Ucciard'home

Anno di apertura: Aprile 2005

Categoria: Alberghi e bar a design internazionale

Descrizione

L’albergo è situato nella zona antistante il porto di Palermo, proprio di fronte al carcere dell’Ucciardone, in Via E. Albanese 34/36. La via che lo ospita si trova a pochi passi da un quartiere molto popolato, molto degradato (Borgo Vecchio) e ad alta densità criminale e la zona borghese della città che ha nel Viale della Libertà il suo centro.

L’hotel dispone di 16 camere con un giardino interno che insiste sulla vecchia rete ferroviaria che portava al porto della città. E’ un albergo della categoria quattro stelle superiore inserito nel circuito degli Hotels de charme. L’originaria destinazione d’uso dell’immobile era un fondaco per il ricovero dei cavalli, ed è stato restaurato in modo da renderne leggibile la genealogia.

Per l'arredamento è stato scelto uno stile minimalista, caratterizzato dall'utilizzo di materiali pregiati come il legno wengé e il marmo bianco e dal contrasto tra oggetti di design ed elementi tradizionali come le arcate in antichi mattoni che decorano i saloni.Gli arredi delle camere sono stati realizzati da artigiani locali su disegno del proprietario.

Attività principali

Oltre ai servizi tradizionali, l’Ucciardhome mette a disposizione della clientela vari servizi, tra cui prenotazione di biglietti per concerti, spettacoli e rappresentazioni, cena e pranzo a base di prodotti biologici ecc. L’albergo dispone di una sala meeting che può ospitare fino a 60 persone, ideale per organizzare seminari, corsi di aggiornamento e formazione.

Riferimenti non contestuali

La progettazione ha tenuto in considerazione i piccoli hotel di nicchia, molto orientati al benessere del cliente.

Hotel Mercure

Anno di apertura: 2004

Categoria: Alberghi e bar a design internazionale

Descrizione

Hotel a quattro stelle situato in centro città a pochi passi da Via Roma. L’idea alla base della sua progettazione è l’intreccio di design e nuove tecnologie. Pensato soprattutto per una clientela business, l'hotel dispone di 94 eleganti camere singole e doppie, con un design all'avanguardia, in stile minimalista.

L’organizzazione interna è curata da Naghi Habib, architetto di origine egiziana che attraverso l’uso di materiali tradizionali ha inteso proporre sì un’impronta moderna ed internazionale ma intrisa di riferimenti locali.

Attività principali

Servizi dedicati alla clientela business. Il complesso offre una sala riunioni attrezzata, connessione internet ADSL veloce in ogni stanza

Riferimenti non contestuali

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